vino senza solfiti

Tutto quello che devi sapere su vino e solfiti

Il vino è un elisir di lunga vita: bevuto in modeste quantità aiuta ad invecchiare meglio e un bicchiere al giorno protegge dalle malattie cardiache e dall’ipertensione. Certo, come sempre diciamo, il vino deve essere genuino per farci bene, Altrimenti, meglio lasciar stare. Oggi si sente molto parlare di vino senza solfiti. Che cosa è, e cosa sono questi solfiti di cui tutti parlano? Cerchiamo di saperne un po’ di più.

Cosa sono i solfiti?

solfiti non sono altro che anidride solforosa (spesso, in etichetta, li si trova indicati con i codici da E220 a E228). Essi sono impiegati durante la produzione del vino, sia rosso sia bianco, e come conservanti della frutta secca e di altri alimenti.

A cosa servono i solfiti nel vino

Nel vino, grazie alle loro proprietà antiossidanti e antienzimatiche, i solfiti sono in grado di evitare le alterazioni batteriche e di rallentare il processo di ossidazione che si attiva quando il vino quando viene a contatto con l’ossigeno. Insomma, grazie ai solfiti il vino mantiene intatte le sue proprietà organolettiche e si conserva a lungo: i solfiti servono a stabilizzare il vino.

I solfiti fanno male?

I solfiti non sono propriamente sostanze nocive, anche se sono considerati allergeni a tutti gli effetti. Se assunti in grandi quantità, i solfiti possono provocare disturbi allo stomaco, mal di testa e senso di gonfiore. Per esempio, il senso di giramento di testa dopo un bicchiere di bianco, oppure una sbornia particolarmente veloce sono da imputare alla presenza di solfiti nel vino e non all’alcool.

In ogni caso, un vino senza solfiti aggiunti è sempre meglio di uno al quale sono stati aggiunti. E i vini a basso contenuto di solfiti sono da preferire a quelli con alto contenuto. Per esempio, il bianco venduto nel nostro negozio solocibigenuini presenta solo 30 milligrammi di solfiti per litro, ben al disotto, come vedrai, dei limiti di legge.

La regolamentazione sui solfiti

L’Unione Europea (Regolamento CE 606/2009) ha stabilito la quantità massima di solfiti ammissibile come segue:

  • 150 mg / litro per i rossi
  • 200 mg / litro per i vini bianchi
  • 200mg / litro per i vini dolci

Successivamente (Regolamento CE 203/2012), la comunità ha precisato i valori per i vini biologici che sono i seguenti:

  • 100 mg / litro per i rossi
  • 150 mg / litro per vini bianchi e rosati

La legge prevede l’obbligo di segnalare la presenza di solfiti nel vino  in etichetta quando il contenuto per litro supera i 10 mg per litro. In nessun caso devi comprare vini che superano i limiti di solfiti indicati sopra, e minore è il contenuti in solfiti, meglio è.

Vino senza solfiti: si può?

I solfiti, quindi, sono utili per migliorare le qualità del vino, ma non indispensabili. Diversi produttori stanno puntando a produrre vino senza solfiti aggiunti. Vini che contengono, cioè, solo la quantità di solfiti che si sviluppa naturalmente.

Una piccola quantità di solfiti (quasi sempre inferiore ai 10 mg per litro), infatti, si può sviluppare naturalmente durante il processo di fermentazione.

In alcuni casi è possibile ottenere vini senza solfiti di nessun genere, ma ciò può avvenire solo utilizzando tecniche particolari e sottoponendolo a lunghi periodi di fermentazione.

Produrre un vino senza solfiti, quindi, non è un’operazione tanto semplice. La cosa certa è che il produttore, per riuscire nell’impresa, deve avere a disposizione uve di prima qualità e lavorarle in un ambiente adatto.

Vino senza solfiti quanto costa

Per questa ragione, un vino senza solfiti aggiunti avrà prezzi più elevati di un vino che li contiene. Sarà quindi considerato al pari di un vino pregiato. Un vino che sia parzialmente senza solfiti, o non ne contenga affatto, non potrà costare meno di 8/ 10 euro a bottiglia. Il prezzo salirà ancora se si punta su vini senza solfiti biologici, cioè provenienti da uve che non sono state trattate con alcun agente chimico.

(Informazione a latere: i vini prodotti da agricoltura biologica devono necessariamente essere riconoscibili. In etichetta hanno una particolare fogliolina verde che certifica il rispetto dello standard).

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Buona e lunga vita da Nandino.

 

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