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Quando un Cibo si può definire Cibo Sano Genuino

Purtroppo oggi in commercio ci sono troppi cibi artefatti che al contrario del Cibo Sano Genuino fanno male alla Salute.

Quando possiamo definire che un Cibo è Sano? 

Per definizione per Cibo Sano si intende un Cibo Genuino non artefatto o meglio non ottenuto in laboratorio.

Il Cibo Sano Genuino ci viene offerto dalla natura non è mistificato e per tanto è un Cibo Sano,Genuino,nutriente che non contiene chimica aggiunta al suo interno.

Come dicevo prima oggi in commercio purtroppo ci sono troppi cibi artefatti che di Sano non hanno niente.

A dire il vero sono cibi che il più delle volte fanno più male che bene alla Salute.

Questi Cibi artefatti oltre a contenere chimica al loro interno(i cosidetti conservati,coloranti,ecc.)sono ottenuti con 4 sostanze.

Queste sostanza oltre a  creare dipendenza possono causare seri danni  al nostro organismo.

Sono 4 sostanza che costano pochissimo,ma che l’industria agroalimentare assemblandole ottiene qualsiasi tipo di cibo artefatto(cioè fatto ad arte).

Questo Cibo che di Sano non ha niente viene ottenuto con Farina bianca(raffinata),zucchero ,sale e grassi idrogenati

Queste sostanze dal costo irrisorio una volta trasformate(assemblati)in cibi vengono venduti a prezzi molto remunerativi.

Il problema non è tanto la truffa per quanto riguarda il costo ma i danni che queste sostanze possono recare alla Salute nel lungo periodo.

Come ben sappiamo la farina bianca(raffinata)è solo amido, glucosio che aggiunta a zucchero,sale e grassi idrogenati diventano una vera e propria minaccia.

Specialmente per le persone più debole e indifese(bambini e anziani).

Allora quando possiamo definire Cibo Sano,Genuino un alimento?

Quando al suo interno non contiene sostanze estranee alla sua natura cioè quando il Cibo non è stato manipolato,fatto ad arte.

In quel caso non si può definire Cibo Sano Genuino ma è un cibo artefatto(fatto ad arte).

La Salute è un bene prezioso e come tale va tutelata e salvaguardata.

Sta a noi decidere se stare bene o male,leggendo sempre le etichette per controllare la bontà del Cibo con il quale ci nutriamo. 

http://www.salumionline.it

 

Salumi Senza Conservanti

                                                           

Quando si parla di Salumi si fa una grande confusione:

Fanno Bene? o Fanno Male?

Vediamo di fare chiarezza e di capire se fanno bene o fanno male.

In commercio ci sono un’infinità di tipologie di salumi e salami sia cotti che stagionati ma leggendo l’etichette ci accorgiamo subito che oltre alla materia prima “carne” ci sono altri ingredienti: 

Conservanti (Nitriti e Nitrati).

Latte in polvere ( lattosio) e le farine di frumento (glutine) ,zuccheri (Glucosio, Saccarosio) oltre alle spezie (polvere di peperone, Pepe Nero, finocchietto, coriandolo, ecc.)

Quindi a prima vista POSSIAMO Notare che non esistono Salumi o Salumi Genuini cioè Salumi Senza Conservanti (Nitriti e Nitrati) senza latte (lattosio) senza glutine.

Parliamo di salumi che hanno subito un Processo industriale di lavorazione e che al loro interno contengono dei prodotti chimici non hanno niente a  che fare con un Salame o Salume Genuino.

Certamente questi salumi e salame non si possono definire buoni cioè che fanno bene perché al loro interno contengono  ingredienti:

Nitriti e Nitrati che la scienza da studi effettuati ci avvisa che recano danni al nostro Organismo.

Oltre ai  conservanti vengono usati polifosfati, latte in polvere (lattosio) che a sua volta contiene farina di frumento (glutine) e per finire zuccheri vari (Glucosio, Saccarosio) .

Ma Perché le industrie dei salumi usano questi ingredienti e qual’è lo scopo e a che cosa servono.

Nel prossimo articolo approfondiremo l’argomento entrando nel merito e vedremo se esistono Salumi Senza Conservanti che non fanno male.

Saluti e Buona Salute da Leonardo.

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Come difendersi dai Conservanti nei Cibi

Didendersi dai conservanti nei Cibi oggi è divendato molto difficili,sono aggiunti in quasi tutti i Cibi.

Ho letto questo articolo molto interessante e l’ho voluto postare perché il settore dell’industria agroalimentare non ci da tregua.

I conservanti nei cibi sono una vere minaccia per la nostra Salute.

Purtroppo i Cibi sono pieni di Conservanti.

La politica tutela più gli interessi dei gruppi dell’alimentazione che dei suoi cittadini.

La prova è l’ultima porcata fatta dalla CEE.

L’Europa vuole affossare le eccellenze Italiane.

Il titolo

Sul mercato sta per arrivare un prosciutto cotto ‘gonfiato’ che contiene più acqua e aromi chimici, vietati fino ad oggi.

E’ stato emesso, infatti, un “decreto salumi” che recepisce norme comunitarie concernenti la disciplina della produzione e della vendita di alcuni prodotti di salumeria.

I punti salienti del decreto:

IL TASSO DI UMIDITÀ

Aumentati di un punto percentuale i tassi di umidità relativi a prosciutto cotto, cotto scelto e cotto di alta qualità: 

Il contenuto in acqua più alto,com’è facilmente intuibile, sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne.

L’incremento del tasso di umidità, che andrà a minare la qualità del prodotto, potrebbe penalizzare in particolare la produzione italiana.

In Italia si utilizza carne di maiale dalle caratteristiche qualitative superiori a quelle delle carni importate da paesi del nord.

GLI AROMI CHIMICI

Il decreto cancella, come accennato, il preesistente divieto di utilizzo di aromi chimici.

Viene sostituita, infatti, la distinzione tra aromi artificiali e naturali identici con un riferimento generale al regolamento UE 1334/2008, relativo agli aromi e alle sostanze aromatizzanti.

Adesso potranno quindi essere utilizzati per correggere gusto e sapore di salumi prodotti con carni di bassa qualità.

ABOLITA LA SCADENZA ENTRO 60 GIORNI

Il termine minimo di conservazione, precedentemente fissato in 60 giorni al massimo dalla data di confezionamento del prosciutto cotto e che ora sarà invece deciso direttamente dal produttore.

COSCE DI MAIALE CONGELATE PER IL CRUDO

Si potranno ancora utilizzare, invece, cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato;

Viene però ridotta a 40 giorni la fase minima di riposo (55 giorni per le cosce superiori agli 11 chili).

Si tratta di norme per favorire le importazioni dal estero di maiali più leggeri di quelli italiani.

In una situazione in cui due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna.

Quello che è strano che questo non venie evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine’.

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