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Perché: Salumi Senza Conservanti?

                                                           

Quanto si parla di Salumi si fa una gran confusione: fanno bene?  o fanno male?

Vediamo se riusciamo a fare chiarezza e di capire se fanno bene o fanno male.

In commercio ci sono un’infinità di tipologie di salumi e salami sia cotti che stagionati ma leggendo l’etichette ci accorgiamo subito che oltre alla materia prima “carne” ci troviamo  altri ingredienti: Conservanti (Nitriti e Nitrati). latte in polvere ( lattosio) e le farine di frumento (glutine) ,zuccheri (Glucosio, Saccarosio) oltre alle spezie (polvere di peperone, Pepe Nero, finocchietto, coriardolo, ecc.ecc.).

Quindi a prima vista POSSIAMO Notare che non esistono salumi o salumi genuini cioè salumi senza conservanti (Nitriti e Nitrati) senza latte (lattosio) senza glutine.

Parliamo di salumi che hanno subito un Processo industriale di lavorazione e che al Loro interno contengono dei prodotti chimici che niente hanno a  che fare con un salame o salume genuino.

Certamente questi salumi e salame non si possono definirsi buoni cioè che fanno bene perchè al Loro interno contengono  ingredienti:Nitriti e Nitrati che la scienza da studi effettuati ci dice che recano danni al nostro Organismo.

Oltre ai  conservanti vengono usati polifosfati, latte in polvere (lattosio) che a sua volta contiene farina di frumento (glutine) e per finire zuccheri vari (Glucosio, Saccarosio) .Ma Perché le industrie dei salumi usono questi ingredienti e qual’è lo scopo e a che cosa servono.

Nel prossimo articolo approfondiremo l’argomento entranto nel merito e vedremo se esistono salumi genuini che non fanno male.

Saluti e Buona Salute da Leonardo.

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Come difendersi dai Conservanti

 

Ho letto questo articolo molto interessante e l’ho voluto postare perché il settore industriale dell’agroalimentare non ci da tregua.

L’Europa vuole affossare le eccellenze Italiane.

Il titolo

Sul mercato sta per arrivare un prosciutto ‘gonfiato’ 

che contiene più acqua e aromi chimici, vietati fino ad oggi.

E’ stato emesso, infatti, un “decreto salumi” che recepisce norme comunitarie concernenti la disciplina della produzione e della vendita di alcuni prodotti di salumeria.

I punti salienti del decreto:

IL TASSO DI UMIDITÀ

Aumentati di un punto percentuale i tassi di umidità relativi a prosciutto cotto, cotto scelto e cotto di alta qualità: il contenuto in acqua più alto, com’è facilmente intuibile, sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne. L’incremento del tasso di umidità, che andrà a minare la qualità del prodotto, potrebbe penalizzare in particolare la produzione italiana, che utilizza carne di maiale dalle caratteristiche qualitative superiori a quelle delle carni importate da paesi del nord.

GLI AROMI CHIMICI

Il decreto cancella, come accennato, il preesistente divieto di utilizzo di aromi chimici(sostituita, infatti, la distinzione tra aromi artificiali e naturali identici con un riferimento generale al regolamento UE 1334/2008, relativo agli aromi e alle sostanze aromatizzanti),che potranno quindi essere utilizzati per correggere gusto e sapore di salumi prodotti con carni di bassa qualità.

ABOLITA LA SCADENZA ENTRO 60 GIORNI

Il termine minimo di conservazione, precedentemente fissato in 60 giorni al massimo dalla data di confezionamento del prosciutto cotto e che ora sarà invece deciso direttamente dal produttore.

COSCE DI MAIALE CONGELATE PER IL CRUDO

Si potranno ancora utilizzare, invece, cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato; viene però ridotta a 40 giorni la fase minima di riposo (55 giorni per le cosce superiori agli 11 chili).

Si tratta di norme per favorire le importazioni dal estero di maiali più leggeri di quelli italiani’  ‘in una situazione in cui due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine’.

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